Grazie

Grazie Lorenzo, perché nonostante i tuoi capricci e marachelle riesci sempre a strapparmi un sorriso.
Nel rincorrerti per una piazza, nel darti un cioccolatino dopo che sei caduto, nell’inseguire i piccioni insieme tenendoti per mano. Per il tuo piombare nel cuore della notte nel lettone di mamma e papà, e accoccolarti al mio fianco costringendomi a dormire quasi sul comodino; grazie per sparpagliare tutte le foglie con la scopa, costringendomi a rincorrerti per riunirle e infilarle dentro il sacco; grazie per tirare fuori qualche parolina nuova quando meno me lo aspetto, magari in risposta a una mia domanda rivolta alla mamma; grazie per vederti correre intorno al divano senza sosta, alle 7.30 di lunedì mattina, e per chiedermi di infilarti nel box dove gioca Matteo, per potergli fare una carezza.
Grazie Matteo, per i tuoi pianti perché vuoi sempre stare in braccio, per il tuo giocare puntando i piedini e facendo le bollicine con la bocca, per il tuo rigurgitarmi continuamente addosso, per il tuo sorriso contagioso quando ti svegli la mattina e scopri i visi di mamma e papà. Grazie per lasciarti guardare mentre dormi fra le mie braccia, completamente abbandonato e fiducioso, mentre papà ti annusa i capelli del dopo-bagnetto.
E grazie a te Silvia, anche solo semplicemente per stare al mio fianco.
E’ stato un lungo week-end frenetico, di certo non facile, di certo non il migliore che potessimo avere.
Ieri è stata una brutta giornata, una delle peggiori che ho avuto negli ultimi tempi, un po’ per causa mia, un po’ per causa tua. Passare così tante ore sotto le stesso tetto, senza parlarci ognuno chiuso nel proprio orgoglio, è sempre devastante. Ieri pomeriggio in segreto sono andato nella stanza dei bambini, con Matteo in braccio con la scusa di svegliare Lorenzo, per avere qualche minuto al buio per poter piangere in silenzio, rimpiangendo i pochi momenti insieme rovinati per qualche maledetta incomprensione. Ti ringrazio per la pessima giornata che abbiamo trascorso, perché ieri sera, rannicchiati sotto le coperte, in totale silenzio, mi hai finalmente teso la mano, accarezzando la mia. E abbiamo fatto pace, senza dire una sola parola, facendo l’amore come non ricordavo da tempo.
Grazie per avermi fatto piangere di dolore, grazie per poi aver trasformato un giorno così brutto in un bellissimo ricordo; grazie per essere la madre dei miei figli e per scegliermi ogni giorno, nonostante tutto.

Grazie

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