Mostri premurosi

Capita di frequente che nel bel mezzo della notte Lorenzo si svegli, e complice la sua vista agli infrarossi, esca dal suo letto nel buio più totale della cameretta dove dormono entrambi i bambini, apra la porta e la richiuda dietro di sé, e si diriga verso la camera di mamma e papà, per intrufolarsi nel lettone e proseguire lì la nottata.
Io dormo nel lato del letto che si affaccia sulla porta, e quando Lorenzo arriva me ne accorgo perché sale sul letto e mi monta sopra, per poi (aiutato da un mio colpetto) scavalcarmi e infilarsi fra mamma e papà. In realtà non è proprio fra mamma e papà, in quanto il sottoscritto il più delle volte è costretto a dormire di taglio fra il bordo del materasso e il comodino, perché Lorenzo è una cozza vivente che evidentemente preferisce lo scoglio chiamato papà.

Questa notte, particolarmente stanco e assonnato, arrotolato nel piumone come un involtino primavera, non l’ho sentito arrivare, ma l’ho improvvisamente sentito sopra di me, che impediva qualsiasi mio movimento, dato che bloccava col ginocchio il piumone e non riuscivo a srotolarmi. Ho quindi sussurrato “aiuto!” per fargli capire di spostarsi un po’, e la disarmante risposta che ho ricevuto è stata “sono io!”. Si è quindi scansato un pochino e mi ha permesso di liberare il braccio per dargli il solito colpetto di aiuto nello scavalcare il crinale.

La notte  è proseguita come da tradizione con la modalità cozza, ma nel complesso sono anche riuscito a dormire; non mi posso quindi lamentare.

Questa mattina a colazione, mentre raccontavo la vicenda a Silvia in presenza di Lorenzo,  e coinvolgendolo nel racconto, ho fatto presente che lui mi ha risposto “sono io!” alla mia richiesta di aiuto. E lui candidamente, con gli occhi assonnati avvolto nella copertina, ha esordito con un fil di voce “non sono un mostro, sono un bambino!”.

Ho capito che nella notte si era preoccupato di non spaventarmi, e di rassicurarmi che era lui a salirmi sopra e non un mostro.

La dolcezza di un bambino.

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