Cos’è, cos’è?

Sì, eravamo un po’ preoccupati del tuo “non parlare”. A 2 anni le tue parole erano un po’ poche, specialmente facendo un confronto con alcuni tuoi coetanei dell’asilo nido.
Certo, riuscivi comunque a comunicare e farti capire grazie alla tua gestualità ed espressività, ma alla tua mamma, psicologa dello sviluppo, qualcosa non tornava. Non le è bastato un “aspettiamo e vediamo” del pediatra, o “vedrai che le parole arriveranno” detto un po’ da tutti: ha voluto vederci chiaro. Neuropsichiatra, logopedista, psicomotricista. Tutti d’accordo nel dire che sei un bambino con molte risorse, probabilmente solo un po’ in ritardo con la maturazione verbale ed emozionale.

Mi sono fidato della tua mamma, e l’ho seguita nei suoi approfondimenti: d’altronde se non sa lei queste cose, chi dovrebbe saperlo? Abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per aiutarti, per accompagnarti in questa fase della tua crescita. Forse esagerando, forse con una preoccupazione esagerata per quello che a detta di molti era solo una questione di tempo, ma abbiamo cercato di fare qualsiasi cosa per il tuo bene.
Da papà però mi sentivo terribilmente in colpa per non averti dato di più di quello che era in mio potere, mi sentivo impotente perché dovevo fidarmi dei pareri e delle azioni altrui, senza poter intervenire più di tanto in prima persona per risolvere questa situazione.
Io, che mi considero un papà “aggiusta tutto”, che bene o male riesce sempre a venirne fuori da solo, mi trovavo improvvisamente inutile e senza alcun controllo. Vedere il mio cucciolo in difficoltà e poter fare poco o nulla se non aspettare, mi distruggeva. Fortunatamente la mamma, o il tempo, chi lo sa, hanno avuto la meglio, e il mio piccolo a quasi 3 anni sta recuperando tutto il gap che aveva nei confronti dei coetanei.

Le tue capacità verbali stanno letteralmente esplodendo di giorno in giorno, condite da espressioni di stupore e meraviglia di tutti noi. Sentire la tua parlantina spedita, a volte ancora un po’ buffa, ma ricca di termini ed espressioni, mi fa stare bene.
Il tuo chiamarmi, spiegarmi, chiedermi sono indice di curiosità e di scoperta.
Riassunti nel tuo continuo “Cos’è, cos’è?” indicando qualsiasi cosa ti venga a portata di mano, assetato di conoscenza e determinato a voler recuperare il tempo perduto.
Sei una forza Lorenzo, e anche se papà a volte ti sembra stanco nel rispondere alle tue continue domande, tu continua e continua, non stancarti mai…

E anche se magari non sembra, a papà stai facendo un regalo enorme!

2 pensieri su “Cos’è, cos’è?

  1. Ora funziona. E sono arrivata fino a qui. 😊
    Condivido il tuo pensiero.. anche se a volte siamo stanchi o nervosi e non abbiamo voglia di rispondere, il loro chiamarci per nome e il continuo farci domande è il regalo più bello che ci possano fare i nostri figli.. perché ci permettono di insegnare a loro qualcosa. Sta a noi giocarci bene questa possibilità poi 🌈

    Piace a 1 persona

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