E’ così che l’hai salutato ieri sera, prima di andare a nanna, quando hai scoperto che si era “improvvisamente e misteriosamente rotto” e non c’era più niente da fare per lui.
Ricordo i tuoi occhi lucidi e tristi, mentre mi dicevi: “Papà aggiusta!” porgendomelo, e io ti rispondevo che non si può aggiustare.
Qualche coccola in più, la promessa che sarebbe passata la fatina dei ciucci per lasciare un regalino, e una storia nel lettone di mamma e papà sono riusciti comunque a farti addormentare, anche senza il tuo amato ciuccio.
Questa mattina ti sei svegliato chiamando con insistenza “ciuccio! ciuccio!” piangendo, e neanche il regalino che ti ha lasciato la fatina è subito riuscito a calmarti. Il cuore del tuo papà si è frantumato in mille pezzi, sentendosi terribilmente in colpa, mentre ti prendeva in braccio cercando di consolarti.
Un cartone animato, un biscotto, un gioco sono riusciti momentaneamente a fartelo dimenticare; spero riuscirai a pensarci sempre meno. Io ce la metterò tutta per aiutarti.
Stai diventando grande Lorenzo…